ORTIVE LA DIFESA –

Sono stati segnalati attacchi di Dydimella bryoniae anche su altre cucurbitacee

Cancro gommoso su melone

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Le coltivazioni di cucurbitacee in pieno campo o sotto tunnel sono in pieno sviluppo vegetativo o in maturazione dei frutti. La giovane vegetazione è sempre esposta ad attacchi di peronospora (Pseudoperonospora cubensis), in particolare, se in campo, quando le condizioni ambientali sono predisponenti (piogge temporalesche e tempo umido). Le infezioni peronosporiche vanno controllate tempestivamente, soprattutto nei primi stadi di sviluppo delle piantine. Per il melone, la scelta dei prodotti antiperonosporici è vasta e permette agevolmente di adottare una strategia antiresistenza che prevede l’uso alternato o contemporaneo di prodotti con meccanismi d’azione diversa. È da tener presente, però, che non tutti i prodotti antiperonosporici registrati su melone (es. composti rameici, azoxistrobin, cimoxanil, dimetomorf, propamocarb, famoxadone, pyraclostrobin, cyazofamide, ametocradin e mandipropamid) lo sono anche su anguria, cetriolo e zucchino. Alcune sostanze attive, come l’azoxistrobin, il rame e il tiram, usate alla comparsa dei primi sintomi, sono efficaci contro la cladosporiosi (Cladosporium cucumerinum) dello zucchino. Nei climi più asciutti, come quelli dell’Italia meridionale, più della peronospora preoccupano gli oidi (Erysiphe cichoracearum, Sphaerotheca fuliginea) contro i quali occorrerà impostare un piano di lotta preventivo con trattamenti a base di zolfo, bicarbonato di potassio, IBS (inibitori della biosintesi degli steroli), strobilurine, quinoxifen (non ammesso su zucchino), boscalid+kresoxim-metile, bupirimate (registrato anche su zucca e cetriolo oltre che sulle tre colture principali), meptyldinocap, cyflufenamid. L’ampia disponibilità di sostanze attive con meccanismo di azione diverso offre la possibilità d’impostare efficaci programmi di difesa anche contro gli oidi, che possono consentire il controllo collaterale o contemporaneo di altre patologie e di adottare misure antiresistenza. Il “cancro gommoso” delle cucurbitacee, causato dal fungo Didymella bryoniae, continua a manifestarsi in varie aree italiane. Il patogeno, che destava preoccupazione prevalentemente su melone retato, da qualche anno è stato segnalato anche su cocomero e, più raramente, su zucchino.

I sintomi

I sintomi del cancro gommoso sono piuttosto caratteristici ma, in fase iniziale, possono essere confusi con quelli di altre patologie, come l’antracnosi o la fusariosi, con conseguenti errori nelle strategie di controllo. Sulle foglie D. bryoniae induce macchie fogliari tondeggianti che, partendo dal margine, si estendono verso il centro e successivamente necrotizzano. Sulle parti assili compaiono cancri gommosi e la vegetazione superiore può avvizzire e disseccare. I frutti possono essere interessati da marciumi molli. Sui tessuti necrotizzati sono facilmente osservabili, con una lente d’ingrandimento, le fruttificazioni picnidiche (cioè le strutture che producono i propaguli del fungo), che appaiono come dei puntini scuri o neri raggruppati tra loro. Le infezioni possono partire da vivaio o dal terreno infettato da colture precedenti; è importante, pertanto, un’accurata concia del seme con prodotti benzimidazolici. In alternativa si potrà ricorrere a varietà resistenti o tolleranti alla malattia, oggi disponibili in commercio. La penetrazione del fungo è favorita dalle ferite e il suo sviluppo agevolato da piogge o elevata umidità relativa. D. bryoniae è sensibile alle strobilurine, che sulle cucurbitacee sono spesso usate per la lotta antioidica o antiperonosporica (azoxistrobin, tryfloxistrobin, kresoxim-metil). Altri prodotti con azione specifica sono il clorotalonil (non registrato sullo zucchino) e il folpet (registrato solo su melone).

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